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La visuale dall’aereo é già da sogno, una distesa immensa di verde, bosco e migliaia di laghi, poi, avvicinandosi piano piano verso la civiltà, comincio a vedere tantissimi puntini celesti e solo una volta bassi di quota capisco che ogni casa ha la propria piscina, e questo già mi stuzzica la mente piacevolmente.
Benvenuti in Canada!!!
Scoprire Montreal é un vero piacere, una city che dopo poco ti sembra familiare, in più è sede di importanti università e di un ricco polo industriale. La prima cosa che noti é l’ordine: non c’é sporcizia, ci sono moltissimi poliziotti impettiti sugli attenti pronti a trovare ciò che non va. Questo loro essere fiscali con le leggi, l’ho subito testato su di me: mi sono presa una multa da 126 dollari canadesi perché ero sprovvista di cintura sul sedile posteriore.
Io ero ospite da amici italo-marocco-canadesi quindi sono riuscita a vivere, anzi sto vivendo, la vera quotidianità del popolo di Montreal.

Il traffico c’é, ma niente a che vedere con il nostro. Divisa in zone ben definite, all’interno delle quali, mi spiega Gaetano (il mio amico canadese) troveremo inglesi, italiani, francesi, portoghesi, cinesi, coreani e arabi Montreal ha tanti volti, come quelli del Quartiere Latino, di Chinatown e di Little Italy che rendono la città tanto interessante. A proposito di italiani: qui ci sono milioni di italiani. Ma non lo dico esagerando, sono andata al bar e c’erano gruppetti tipici di pensionati visti e rivisti ai nostri caffè che parlottano del tempo, della politica e spettegolano, chiaramente in dialetto siciliano. Io pettegola quanto loro, subito mi sono messa a fare due chiacchiere. Sono andata con la moglie di Gaetano a prendere i bambini a scuola e sorridevo da sola: intorno a me solo persone del sud Italia, mi sono sentita a casa e mai fuori luogo, ospitali e gioviali.
L’inverno qui é freddissimo: tra dicembre e febbraio la temperatura arriva senza esagerare a -30 gradi. Uscire di casa in questi mesi é possibile solo grazie alle macchine canadesi, che si accendono e si riscaldano a distanza, e alla loro città sotterranea: oltre 30 km di gallerie, abbellite con opere d’arte, dove girovagare tra negozi (almeno 1500), bar, ristoranti, cinema, uffici, e tutto quello che potreste trovare in superficie. Perdersi nella città sotterranea è divertente. Montreal é però una cittadina semplice, niente a che vedere con l’America. A tal proposito un punto della costituzione canadese tratta proprio della distinzione tra Canada e America.
Io sono venuta a visitare la città in una settimana speciale. Sì perché questo é il weekend del GRAND PRIX e la città é in festa. Le vie del centro sono chiuse al traffico con stand e musica, terrazze gremite di persone che mangiano,:bevono, cantano e si divertono, condividendo quello che é da 50 anni il fiore all’occhiello della città.
Il turismo é alle stelle, le prenotazioni degli alberghi vanno di anno in anno con la possibilità di avere una camera solo se la permanenza é almeno di 7 giorni: un vero business insomma. Il vecchio porto si popola di yacht che fino ai giorni precedenti non erano attraccati. L’aria che si respira é di gioia e spensieratezza. Chiaramente il circuito é frequentatissimo, ma a racconto di molti abitanti di Montreal, tanti non sono mai stati a vedere le corse. Io sono stata a vedere le prove libere e solo queste mi hanno provocato una bellissima emozione. Non c’é razza, sesso, età: il grand prix é di tutti allo stesso modo.
Il rumore delle macchine che girano nel circuito é molto forte. Io non lo avevo mai sentito, dicono sia molto più silenzioso dall’avvento delle macchine con dispositivi elettronici. Birra, hot dog e stand di giochi e simulazione per chiunque, divertente e pittoresco.
Il gran premio é situato in un isolotto poco distante dal porto vecchio di Montreal, collegato da ponti e dalla metropolitana. Questa isola, che si chiama l’Isola di Notredame, é stata creata con la terra prelevata dalla città mentre scavavano per fare la metrò. Un’idea grandiosa del sindaco di quei tempi, del quale il parco all’interno dell’isola porta il nome.
La zona che ho preferito di Montreal é Mont-Royal: un quartiere che mi ricorda molto Londra. Persone senza pregiudizi percorrono le strade con creste e abbigliamento inusuale, tra negozi e bar altrettanto colorati. Le strade di Saint Lorenzo, invece, sono completamente trafficate da milioni di pedoni che assaggiano nei tantissimi banchetti di streetfood cibi di ogni dove.
A proposito di cibo… mi domandavo prima di arrivare quale fosse il cibo locale (la mia passione: assaggiare le particolarità del luogo): ardua ricerca. Montreal ha un tasso di immigranti altissima. Difficile trovare qualcuno nato in Canada da canadesi. Parlando con le molte persone conosciute grazie ai ragazzi che mi hanno ospitato, ho scoperto che le coppie sono tutte miste. Fidanzata spagnola con padre irlandese, ma nata in Canada, il fidanzato nato in Canada, ma con padre siciliano e madre canadese. Insomma qui si parla multilingue. La cosa che più mi ha colpito: una parola in francese, tre in inglese e, perché no, due in italiano. Non si rimane mai in silenzio. Questa anomala lingua viene chiamata “italianese”.
Tornando a cosa mangiare: a Montreal, il cibo italiano va per la maggiore! Sinceramente prima di venire qui, non ero mai stata a mangiare italiano all’estero. Non é male, certo non è come la nostra cucina, ma credevo peggio.
Però due tipicità culinarie ci sono:

  • “Queue de castor”, chiamata anche coda di castoro: é pasta fritta decorabile con tutto quello che vuoi (Nutella, cocco, banana etc..), super!!!
  •  “Poutine”, ossia patatine fritte con sugo bruno e formaggio. La leggenda narra che in un piccolo ristorante entrò un signore che richiese alla cucina un piatto di patatine fritte con sugo e formaggio e fu giudicato così folle per il pasticcio richiesto, tanto da far esclamare: “ça va faire une maudite poutine”.

Il Canada é una vera e propria scoperta: le culture, i paesaggi, e la strana pace stanno rendendo il mio soggiorno incantevole.
Mai fermarsi al sentito dire: il mondo va visto e vissuto sulla propria pelle…
E adesso non mi resta che mettere una X e cercare la prossima meta da scoprire….


Ci leggiamo mercoledì prossimo…
Condividete …..
ENJOY