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Ho letto una frase e da lì mi si è aperto un mondo:

“IL MEGLIO DELLA VITA É GRATIS”.

Chi non si sarebbe soffermato qualche secondo di fronte a questa affermazione?
Ottimista, ok, fa tornare alla mente letture sul potere dell’attrazione, sul visualizzare quello che più vuoi che accada, ok, ma l’argomento del quale parleremo oggi è alquanto più particolare e creativo.
Oggi parleremo di “HYGGE”.


Voi vi starete chiedendo cosa sia. Il “problema” è che la spiegazione letterale, traducibile, non esiste, o meglio, è uno stato di benessere, una sensazione.
Spiegare una sensazione singola sarebbe impossibile, ma se questa fosse in ogni cosa, in ogni dove, comincerebbe a prendere più forma.
Vi sto mandando fuori strada? Tranquilli non è un gioco a premi, ma credetemi l’unico modo per capire cosa sia, è provarla.
Passo indietro…”hygge” deriva da una parola norvegese che significa “benessere”.
In passato Norvegia e Danimarca erano un unico regno, ma poi la Danimarca perse la Norvegia.
Sembra che la parola “hygge” associata a un fattore di felicità e benessere sia stata scritta da un danese ai primi dell’800.
Tutto potrebbe tornare: da anni i danesi sono considerati i più felici di tutta Europa. Il popolo che passa più tempo con i propri familiari, in casa, con atmosfere da film. In Danimarca pagano fior fior di quattrini di tasse, ma hanno praticamente tutto gratis: scuola, dentista, strutture sportive. Per non parlare della tutela della famiglia, orari di lavoro ristretti, paternità.
Quindi non ci resta che tuffarci nel mondo hygge per capire come usare questo termine, ma soprattutto come essere “hyggelig”.
I danesi ritengono ci siano dei punti focali:

  • L’ ATMOSFERA: perché non sei hyggelig se non accendi candele profumate o non utilizzi punti luce caldi e soffusi nella tua casa e anche sul posto di lavoro.
  • LA PRESENZA: intesa come esserci qui e ora, senza pensare a cellulari, e a rapporti interpersonali se non vis a vis.
  • IL PIACERE: quindi i sapori e gli odori. Cucinare pietanze dalle cotture lunghe fa star bene, dolci preparati con amore e tradizione.
  • LA PARITÀ: suggeriscono di non monopolizzare gli argomenti da parte del singolo individuo, ma di rendere sempre tutti importanti e partecipi nella conversazione.
  • LA GRATITUDINE: parole sante amici danesi, bisogna imparare a ringraziare e a essere grati per quello che ci viene dato.
  • L’ARMONIA: creare un ambiente armonioso, con dei fiori, oggetti di legno, tappeti, libri, mobilio vintage e ceramiche. Un senso di appagamento, una sensazione di calore, il tutto accompagnato da ottima musica di sottofondo (meglio se solo strumentale).
  • IL COMFORT. Immaginatevi: tuta comoda, calzettone di lana, il più morbido che avete, ed una bella coperta stile peluche.
  • LA TREGUA: ci suggeriscono di non discutere a tavola o davanti ad un caffè, ma di cercare argomenti che non creino punti di attrito (quindi eliminando la politica, il lavoro, i bambini, la casa..cosa resta?)
  • LA CONDIVISIONE: disporre le sedie intorno al fuoco (in Danimarca ci sono circa 750.000 camini), tisana, cioccolata calda o caffè alla mano, e le parole verranno da sé.
  • IL RIPARO: impariamo a costruire piccoli rifugi, fisici o dell’animo nei quali sentirsi al sicuro. È “hygge” ritagliarci un attimo per salutare un amico, oppure chiudere una porta per avere uno spazio in cui assaporare un film in pace.

Studiando la “hygge” fondamentalmente la cosa che più mi rimane alla mente e al cuore è il poter essere in questo particolare status con una semplicità estrema. Giocare a bocce, a carte in pigiama, ascoltare musica senza fare niente di trascendentale. Non si può avere la “hygge” se siamo di fretta o stressati. Serve tempo, interesse e dedizione verso le persone intorno a noi. Il concetto è complesso e applicarlo alle nostre vite non sempre potrebbe rivelarsi semplice. Quante volte, presi dal trambusto quotidiano, ci dimentichiamo di ritagliarci degli attimi di felicità per noi stessi? Lo stress, il lavoro, le preoccupazioni a volte hanno la meglio. Che dire, il fattore hygge é apprezzare i piaceri semplici della vita, per i quali non servono grandi somme di denaro, perché non si può comprare la giusta atmosfera o l’intimità.

Assaggiate, udite, fiutate, toccate e vedete, il tutto accompagnato dalla fiamma mossa di una candela. Accrescerà una sensazione di sicurezza per voi stessi, per gli altri e per gli ambienti della vostra vita quotidiana.
Non mi resta che mettermi subito a cercare un volo per la Danimarca: voglio andare a vedere con i miei occhi.
Giorno dopo giorno mi sento sempre più “hygge”, e voi?
Provateci… KEEP CALM and “HYGGE”!!! Se volete saperne di più, ci sono diversi libri sull’argomento, io vi consiglio questo: hygge l’arte danese per essere felici, di Meik Wiking.
Ci leggiamo mercoledì prossimo.
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