La fiaba dell'elfo sulla mensola

Periodo natalizio, di dovere quindi un racconto di amore e fiaba.

Conoscete la storia dell’elfo sulla mensola? “Inglesizziamoci”: “The Elf on The Shelf”.
Ci troviamo in America oggi, cari lettori, e sono prontissima a farvi immergere in una vecchia tradizione di cui mi sono innamorata dal momento stesso in cui l’ho appresa.

La storia narra di elfi che, dal giorno del ringraziamento (23 novembre), fino alla vigilia di Natale si nascondono nelle case dei bambini per spiarli, per poi dire a Babbo Natale se sono stati bravi o cattivi.
Facciamo un passo indietro, il piccolo amico di Babbo Natale è un pupazzo a forma di elfo per i maschi e a forma di elfo femmina per le bimbe.

Gli viene dato un nome dal bambino e da quel momento dovrà rimanere fermo in un punto della casa per tutto il giorno, senza essere toccato. Una volta arrivata la notte il piccolo elfo birbante prende vita per riferire a Babbo Natale i comportamenti del suo padrone.

Il problemino è che durante la notte, muovendosi, l’elfo combina sempre qualche guaio, come buttare piante per terra, bricioli di biscotti in giro per la casa, oppure lasciare strani messaggi per la casa.
In ogni casa viene disegnata una piccola porta dalla quale, nel racconto, l’elfo riesce con facilità a uscire e rientrare dal Polo Nord.

Ogni mattina, in questo periodo, i bambini americani si svegliano entusiasti e curiosi di scoprire dove durante la notte il piccolo amico “birbo” si è nascosto.
Gli artefici di tutto questo chiaramente sono i genitori e questa diventa per il bambino una favolosa storia alla quale, da grandi, faticano a dover rinunciare.

Ci sono milioni di hashtag su Instagram delle mille idee di nascondigli dell’elfo da parte dei genitori che, tristi di non potervi più credere, fanno di tutto per far sì che i loro piccoli vivano nella leggenda incantata. Non mancano ovviamente anche applicazioni da scaricare sul cellulare che suggeriscono posti inusuali o idee originali per nascondere il pupazzo.

Se qualcuno di voi ancora si domandasse il senso del tutto ecco che vi rassicuro: è un ottimo modo per responsabilizzare i bambini nelle giornate pre-natalizie. Essere buoni, infatti, porta alla possibilità di meritarsi i regali richiesti.

Ci sono pensieri contrastanti su questa usanza: c’è chi dice che non poter giocare con il pupazzo, ma poterlo solo osservare, sia triste. Oppure che sia negativo per il piccolo non vedere per un anno intero il pupazzo dal 24 dicembre. Io credo che sia una favolosa magia che porta desiderio e sposta l’attenzione dei bambini dai soliti intrattenimenti moderni e non costruttivi.
Credere ancora in qualcosa di impossibile piacerebbe anche a noi grandi.

I vostri bambini hanno il loro elfo?

Io lo compro subito per il mio nipotino, non può perdersi la possibilità di vivere in un sogno.

E ricorda: “il Natale non è voglio qualcosa che mi serve, ma è voglio qualcosa che voglio”.

Buone feste amici, amatevi e la vita sembrerà più bella!

Enjoy