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Gli esami non finiscono mai, frase di rito…e fino a lì ci siamo tutti, giusto? Ma se ci dovessimo mettere a pensare allo stato d’animo prima di ognuno di loro? Anzi prima dell’esame, quello con la E maiuscola: l’esame di maturità o anche chiamato “esame di stato”.

Si sa, è la conclusione del percorso della scuola secondaria, il via che ti permette di iscriverti al percorso universitario.
Scrivo questo articolo, invitata da una mamma che mi ha contattato, interdetta dal comportamento del figlio di fronte a cotanta attesa…devastante. Sì, perché poi automaticamente si alterano i sistemi familiari globali! Risposte fuori luogo che spesso non si possono controbattere per non agitare ancora di più il figlio, musi lunghi per l’ansia del: “ma sarò ammesso”?
Passetto indietro…..materie da recuperare prima di fine secondo quadrimestre, studiare come se non ci fosse un domani… sì perché, io non so voi, ma a me la scuola non è mai, mai, mai piaciuta…delle gran corse negli ultimi mesi! Le scuole Medie? Bleah! Alle elementari? Peggio mi sento…!E questi dovevano forse essere segnali! Poi la mia famiglia mi ha gentilmente obbligato e mi sono presa pure una laurea, piccola, ma in saccoccia c’è…esami fatti e rifatti, ma come alla maturità non credo mi sentirò mai finché campo (meno male mi hanno costretto).
Adesso ci sono le favolose “prove invalsi” alle elementari, medie e in seconda superiore. Ai miei tempi, quindi poco tempo fa, anche alla fine delle elementari e delle medie bisognava sostenere un vero e proprio esame!
Sorrido pensando al mio amico del cuore che in periodi di stress o pensieri, sogna tutt’oggi, il giorno della maturità, sempre lo stesso sogno…si sveglia sudato mezzo e disperato ahahah!!!
I prof. dicono: “sì, ma tranquilli, c’è da portare la tesina!” seeeeeeee fandonie, s’attaccano a della roba….(evitiamo di far leggere l’articolo ai diplomandi che ci vanno in panico a ridosso del gran momento).
Il ricordo più bello per me? I cento giorni dall’esame, quando milioni di ragazzi delle quinte vanno al mare e scrivono sul bagnasciuga il voto con il quale vorranno passare…il lancio del sale con le spalle rivolte al mare e l’attesa che l’ onda si porti via quel tanto bramato numero…
Voi come ve lo ricordate quel periodo? Dai, raccontatemi il vostro esame di maturità! A chi di voi non è capitata quella tremenda sensazione di secchezza delle fauci, vista annebbiata, pancia che esplode???
Non so se sia più così, ma noi quintini a settembre avevamo già comprato tutti il bignami dei temi e la frase tipica era: “oh, uno di questi uscirà sicuramente…” AHVOGLIA, mai accaduto! La giornata del tema è la più easy, poi c’è la seconda, la terza prova, a seconda dell’indirizzo scelto dal “candidato”. L’orale che viene fatto secondo l’ordine di uscita della lettera alfabetica (cognome), crea sempre scompiglio… soprattutto quando esce la “E” e ti chiami Dolfi e capisci che sarai l’ultima in assoluto. A casa cominciano a trovare il lato positivo della cosa, quando lo scoprono: “oh amore, bene, sei l’ultima, saranno stanchi, non ti chiederanno nulla!” Ma quando maiiiiiii!

Oppure se sei il primo e comunque andrai nel panico da apri fila: “oh, amore bene che sei il primo, ti levi il pensiero”! Ma quando maiiiiiii!
Insomma durante parte integrante del percorso del maturando sarebbero da fare sante diverse mamme, mi sbaglio?
Vogliamo parlare poi della sera prima di ognuna delle prove? Sensazione assurda, o mamma è quasi finito tutto…ma ancora deve iniziare… e se faccio scena muta? E se balbetto? E se non ho idea di cosa mi chieda la traccia?

La commissione è composta da personale interno alla scuola e da personale esterno, questi ultimi preoccupavano sempre tutti…tranne me, io li preferivo di gran lunga ai prof. che tutto l’hanno mi avevano bacchettato perché sapevo metà programma, visto che entravo spesso alla seconda ora o….anche alla terza (shhhh non lo dite alla mia mamma, se lo scopre mi brontola stasera).
Dal 1984 ci accompagna la colonna sonora magica di Antonello Venditti, sempre attuale, sempre emozionante per ogni epoca. Tra le mitiche strofe continua a farmi sorridere: “tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto”, che a me servì per ricordare un pezzetto della mia tesina, oppure : “notti di lacrime e preghiere, la matematica non sarà mai il mio mestiere” (mi calza a pennello).
Potrei congedarvi dandovi una perla tipo: “l’essenziale non è quello che si sa, ma quello che si è”, ma purtroppo non è così, studiare, ascoltare, essere partecipi e attivi nei momenti giusti in classe, queste cose ahimè si capiscono sempre dopo, da grandi o quasi…

Se ci dessero la possibilità di rifare le superiori con l’esperienza da trentenni sarebbe completamente diverso. Io però alla vita da studente continuo a preferire quella da adulta, fatta di lavoro e sacrifici a volte. Pensare di tornare alle superiori…non mi fa dormì!

E quindi… vi saluto con: “una vita senza esami non vale la pena di essere vissuta”.
La vita è bella da vivere tutta, io sono per andare avanti, né per restare, né per tornare indietro.

La curiosità che le cose siano sempre più interessanti già mi regala gioia.

ENJOY, il meglio deve ancora venire! Buena suerte!
Nel frattempo, chiudete gli occhi e godetevi l’ascolto di “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti.

Ci leggiamo mercoledì…on the road