Ti piace dormire? Good night

A voi piace dormire?

Negli ultimi giorni ho posto questo quesito a diverse persone e molti hanno risposto: “ormai non dormo più, prima mi piaceva tanto”.

In effetti molto spesso è così, più l’età avanza, e meno riusciamo a dedicare tempo al dolce dormire.

Al solo sentire il verbo “dormire”, mi scappa un sano sbadiglio…

Vi siete mai domandati perché sbadigliamo?

Io sì, ed ecco a voi la risposta. Si tratta di una semplice richiesta di ossigeno da parte del corpo e per permettere appunto questo processo occorre spalancare la bocca.
Adesso vi faccio sorridere. Per scrivere questo articolo mi sono volutamente calata nella parte, sotto il piumone con pigiama e luce spenta. L’immancabile candela a rendere il tutto ancora più perfetto, ed ecco che la mia palpebra ha iniziato a calare pian piano.

Ma perché è importante dormire e quanto bisognerebbe farlo?

Il sonno è un meccanismo naturale. Si modifica grazie o per colpa di fattori esterni, ambientali e psicologici. È, dunque, un ottimo momento per rigenerarsi sul profilo fisico, ma anche mentale.
Io crollo di botto, non resisto più e senza preavviso, puff cedo.
Sarà scontato, ma, ve lo ricordo, nel momento del sonno i ritmi biologici rallentano, il battito cardiaco diminuisce insieme al metabolismo e alla temperatura corporea. Di fatto il nostro fisico cerca di recuperare le energie sprecate durante la giornata ed è compito del cervello rielaborare i fatti giornalieri. Il nostro letto è in pratica una sorta di “spina della corrente”, che ci permette l’indomani di ripartire ancora più grintosi del giorno precedente (o quasi).

Voi dormite bene? Oppure vi svegliate durante la notte? Siete sonnambuli?

Il fabbisogno giornaliero di nanna è individuale e cambia anche in base alle fasce di età. Seguendo le classiche linee guida, noteremo come per gli adulti dormire 7/8 ore a notte sia una buona e sana abitudine. Il contrario porta a squilibri del sonno e conseguenze negative sull’umore e sul fisico.

Mi sono sempre domandata come possa essere difficile per chi per lavoro debba stravolgere i ritmi veglia/sonno. Chi scambia la notte con il giorno e viceversa.
Farò per voi a breve anche un articolo su come dormiamo e che segnali dà la nostra posizione.

Dormire poco e/o male porta a conseguenze non poco rilevanti: sonnolenza, disturbi della concentrazione, disturbi cronici come diabete, ipercolesterolemia e obesità, senza dimenticare l’ipertensione e l’invecchiamento precoce.
Dormire aumenta le nostre difese immunitarie e ci permette di concentrarci maggiormente, aiutandoci così ad ottenere risultati migliori nel quotidiano.

A me dormire piace tanto, d’estate e di inverno. Dopo una lunga giornata di lavoro cadere tra le braccia di Morfeo ha sempre il suo fascino.

Ricorda: “a volte dorme di più lo sveglio che il dormiente”.

Buona russata a tutti!